La Separazione

separazioneLa separazione è un evento importante, eppure difficilmente definibile, per cui alle volte si trovano persone che  lo banalizzano nelle conversazioni e altre che lo enfatizzano come il peggiore dei mali del secolo.

Questo osservando il fenomeno da fuori.

Chi lo vive ha una percezione diversa. Chi vive la crisi della propria relazione ha la sensazione di affogare, di sentirsi stretto dentro una morsa fatta spesso da incomprensioni, accuse, rivendicazioni, eventi che suscitano emozioni forti e devastanti.
Quando si entra in quel tunnel tutto è confuso, troppo forte, “troppo”, per cui vorresti fuggire e ti convinci giorno dopo giorno che l’unica via di salvezza è tagliare, dire basta.
Se all’inizio intravedi speranza e ti ci attacchi come ad un ancora per “amore dei figli”, per “amore dei valori” o chissà per quale altra convinzione interiore, ogni volta che c’è una caduta la speranza si affievolisce e finisce per svanire.
Intorno si crea un alone talmente negativo che le persone lo avvertono e questo non fa altro che moltiplicare la confusione tra consigli chiesti e non chiesti, tra sfoghi accolti e prese di posizione che difendono ora l’uno ora l’altro.
Se poi ci sono i figli è ancora peggio. Senso di colpa per la sofferenza che gli si stai causando, senso di fallimento come genitore, desiderio di colmare il dolore nelle maniere più strane…

Di fatto hai fallito, ti senti tradito, il dolore dentro è una voragine.

Non importa se sei tu la causa o se lo stai subendo. L’emozione, il sentimento è spesso lo stesso, magari vissuto in tempi diversi.
Tutto quello in cui avevi creduto, investito, tutti i tuoi sogni e le tue speranze sono in frantumi davanti a te e ti convinci che nessuno può aiutarti. Se ti propongono un percorso per coppie non ne hai le forze e non ci credi, se ti propongono un percorso di mediazione familiare magari non sai cosa sia e pensi solo che ti serva un avvocato.

Il motivo per cui amo molto la professione di mediatore familiare è perché si offre come possibilità di intervento lì dove tutto sembra ormai senza speranza.
Un bravo mediatore accompagna per mano due persone che sembra non abbiano più nulla da dirsi senza ferirsi e passo dopo passo  li aiuta a comprendere il perchè tutto ciò è accaduto riaprendo i canali di comunicazione interrotti,  liberando il dialogo da quelle disfunzioni che l’hanno inquinato. E lo fa sporcandosi i piedi con loro nel fango della sofferenza.
Non prende le parti, ma guarda oltre e vede il cuore, la storia, la modalità con cui tu hai imparato a relazionarti con gli altri. Nessuno può lenire il dolore, ma trovare un senso al dolore lo rende più sopportabile e ti pone nella condizione di riaprirti alla speranza che non sia tutto distrutto.
Forse la tua relazione non è recuperabile, ma lo è la relazione genitoriale, quella si. Quella è il vero motivo per cui devi trovare un senso a tutto. Ami i tuoi figli e l’unico modo che hai per lenire la loro sofferenza è quella di fargli vedere che al di là di tutto e di tutti l’umanità che è in te vince e si fa accompagnare nell’imparare uno sguardo diverso per vedere l’altro come il genitore di cui tuo figlio ha bisogno.
La morte della tua relazione forse è irreversibile, ma aprirsi alla ricostruzione della relazione genitoriale è un atto di coraggio che solo il grande amore che provi per i tuoi figli ti può dare la forza di affrontare.

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